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Aston Martin Le Mans: In generale guidare le auto anteguerra sport è sempre molto complicato per vari motivi; se poi si cerca la perfezione di passaggio sui pressostati al centesimo di secondo, tutto si complica ancora di più.
Mi sono tuttavia subito adattato bene a questa auto, trovandomi a mio totale agio non appena sedutomi al posto di guida e sin dai primi passaggi di prova.
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| Aston Martin Le Mans |
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Anno di costruzione: 1933
Cilindrata: 1500 cc
Numero cilindri: 4
Cambio: 4 marce + retromarcia
Trazione: posteriore
Freni: sistema a filo con tamburo
Telaio: ferro e legno
Sospensioni: balestre + shock absorber
Velocità massima: 137 km/h (all'origine, ora circa 120 km/h)
In generale guidare le auto anteguerra sport è sempre molto complicato per vari motivi; se poi si cerca la perfezione di passaggio sui pressostati al centesimo di secondo, tutto si complica ancora di più.
Mi sono tuttavia subito adattato bene a questa auto, trovandomi a mio totale agio non appena sedutomi al posto di guida e sin dai primi passaggi di prova. Motore dolce, che lavora tutto sommato bene ai bassi seppur con una erogazione di potenza molto (troppo) lenta ma fortunatamente progressiva e costante; alle caratteristiche di queste "auto regine" ci si adegua e ci si comporta di conseguenza.
Il cambio, assolutamente non sincronizzato, è la vera gioia o dolore di quest'auto. Per inserire infatti le marce sia a salire che a scendere di rapporto, si deve essere "ottimi musicisti" per indovinare perfettamente con la famosa doppietta (quella vera col doppio movimento di frizione) il numero di giri giusti per l'inserimento degli ingranaggi; in caso contrario la marcia non entra assolutamente con tanto di assordanti grattate....che umiliano anche il pilota.
Ma quando le marce entrano "da sole" con quel senso di risucchio sordo degli ingranaggi, la gioia è tanta e l'autostima del pilota cresce a dismisura!!
Il meglio di sè l'Aston Martin lo dà però nelle curve, dove col suo telaio piatto e l'assetto sportivo dell'epoca, si comporta di fatto come un kart; piacevolissima la guida in queste occasioni, con l'inserimento nelle curve molto veloce ed una torsione del telaio da far piegare l'auto con l'effetto del 'rumore barca' determinato dalle parti in legno che scricchiolano...il tutto per il piacere della guida, ma soprattutto, considerando il motore lento, per avere una velocità di percorrenza delle curve notevole e garantirsi una conseguente buona velocità di uscita.
In altre parole si deve entrare in curva decisi e 'buttarla dentro'.
Davvero una bella emozione.
Infine mi trovo bene con questa auto, anche perchè personalmente non avevo molte altre scelte, visto che coi miei 191 cm di altezza la quasi totalità delle auto anteguerra mi è preclusa anche solo per sedermici dentro.
Quindi va benissimo la Aston Martin Le Mans del 1933.
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